La storia

Il Premio Nazionale di Cultura “Benedetto Croce” nasce nel 2005 a Pescasseroli, in provincia dell’Aquila, con lo scopo di premiare scrittrici e scrittori che si siano distinti nelle categorie della saggistica, della narrativa e dal 2013 anche nel giornalismo letterario. Ogni anno inoltre, è stato riconosciuto un particolare Premio alla Memoria dedicato a importanti personalità distintesi nel mondo culturale e scomparse nell’anno precedente.

Fortemente voluto dal Comune di Pescasseroli, attraverso le amministrazioni civiche susseguitesi (guidate dai sindaci Carmelo Giura, Nunzio Finamore e, oggi, Anna Nanni), sostenuto dalla Regione Abruzzo e con un consolidato Comitato organizzatore, il Premio Croce ha caratterizzato la “capitale” storica del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise per un appuntamento culturale apprezzato anno dopo anno. Il Premio, evento di punta e di richiamo turistico nella cosiddetta “Estate pescasserolese”, si è fatto notare subito, sin dalla sua prima edizione del 2006, in ambito regionale. Affermandosi via via sul piano nazionale, il Premio Croce è un punto di riferimento in un panorama culturale, editoriale e letterario in costante movimento. Sempre più si lega a scrittori, editori, giornalisti e scuole. E nei contenuti ha compreso anche l’Europa, come ha confermato l’edizione decennale del 2015.

Dove nasce il Premio? Perchè Benedetto Croce? Ci troviamo nella meravigliosa cornice della più antica area protetta d’Italia, nata anche grazie al fondamentale contributo della distinta famiglia borghese dei Sipari, di cui Croce fa parte. Ancora oggi il Parco, progettato già da inizio ’900 e riconosciuto formalmente dal Governo nel 1923, è uno dei rari posti in cui è ancora possibile ammirare lupi, orsi, camosci e conifere giganti in un ambiente salubre e incontaminato, con una biodiversità e un patrimonio naturale di assoluto pregio.

È Palazzo Sipari, nel centro storico di Pescasseroli, il luogo di nascita di questo nostro «figliuolo dei monti», uno dei più importanti filosofi moderni del mondo. Benedetto Croce fu il principale ideologo del liberalismo novecentesco, filosofia che influenzò la nascita della moderna democrazia ispirata agli ideali di tolleranza, libertà ed eguaglianza. Il figlio di questa terra è stato anche politico, scrittore, critico e storico. A lui volle intitolare il Premio il paese natìo degli avi materni, sempre grato di aver aperto nuovi orizzonti del sapere. Il profilo nazionale e la proiezione europea del Premio, ne sono conferma.

Ogni anno con il Premio Nazionale di Cultura “Benedetto Croce”, il meglio della narrativa, della saggistica e della letteratura giornalistica italiana, trova conferma di sè. Scrittori di qualità e autorevoli personalità del mondo culturale hanno un riconoscimento di valore, assegnato dopo un serio e attento esame delle giurie tra la produzione annuale emergente dall’industria culturale. Per l’elenco di tutti i riconoscimenti nella storia del Premio Croce dal 2006 a oggi CLICCARE QUI.

Nel pluriennale percorso del Premio vanno ricordati, oltre ai tanti premiati, anche i nomi di spicco che sono stati ospitati all’interno della kermesse culturale a Pescasseroli. Per fissare i partecipanti legati ai premi alla Memoria: Franco Marini, Gianni Letta, Pierluigi Ciocca, Luca Meldolesi, Giuseppe De Rita, Francesco Erbani, i direttori dei laboratori astrofisici di Teramo e Trieste e l’avvocato francese Gerard Boulanger (noto per aver scoperto e inchiodato alle sue responsabilità il collaborazionista francese del regime di Vichy, Maurice Papon).

A pieno titolo tra i premi italiani, il “Croce” continuerà a leggere la cultura italiana ed europea da Pescasseroli e dall’Abruzzo, lavorando per dare risalto a nomi, opere e storie meritevoli di rappresentare quel sapere che “don Benedetto” ha trasmesso e che è necessario accrescere, criticare e rilanciare.

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